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Geranio anti-zanzare: guida alla coltivazione

Geranio anti-zanzare: piccola guida alla cura e alla coltivazione

Come tutti gli anni, anche quest’estate le ho provate tutte.
Candele alla citronella.
Piastrine elettriche.
Zanzariere ed infissi anti-insetti.
Salviette impregnate di soluzioni sgradite ai piccoli vampiri alati.
E ancora creme per il corpo profumate, essenze, bucce di limone tagliate e sparse per casa.

NIENTE.

Neanche il rimedio più vecchio del mondo, ovvero la cara & vecchia ciabatta bidimensionante, sembrava allontanare queste querule di zanzare.
“Ohibò” ho pensato. “Possibile che oltre ad essere assatanate queste siano anche un po’ autolesioniste e in realtà godano ad essere intossicate?”.
E così, alla fine, un po’ per disperazione un po’ perché ho (ri)scoperto la passione per i gerani, quando ho visto su un volantino che il mio fido discount avrebbe messo in vendita il Pelargonium Mosquitaway non ho resistito.
In fondo, anche se non avesse funzionato, avrei arricchito la mia collezione di gerani e la situazione delle zanzare non sarebbe peggiorata!

Geranio Mosquitaway: la mia esperienza

La prima impressione che ho avuto da questo geranio si può riassumere come “repentino innamoramento”. Nel supermercato ne avevano 2 plafond pieni, per un totale di circa 80 piantine. La maggior parte di queste era in pieno boccio e mostrava delicate infiorescenze rosa pallido disposte tutto attorno alla pianta.
Non sapendo in quali condizioni il geranio fosse stato coltivato sino ad allora, io ho preferito optare per una piantina con i fiori ancora chiusi ed in formazione. Ho sempre pensato che le piante già fiorite, al massimo della loro bellezza, siano un po’ più delicate di quelle con le infiorescenze appena abbozzate, quindi se scelgo di “adottare” un nuovo inquilino vegetale punto sempre sugli esemplari più “indietro” in termini di sviluppo.

Geranio Mosquitaway Lizzy

Dovendo far acclimatare il mio nuovo geranio, mi sono premurata di fare qualche ricerca in rete e leggerne l’etichetta riassuntiva prima di scegliere la sua nuova collocazione.
Ho quindi scoperto che la nomenclatura “Mosquitaway” è ambigua e probabilmente commerciale.
E’ indubbio il fatto che non sia un nome scientifico.
Tuttavia c’è ancora confusione sul fatto di considerarla come nome proprio dell’ibrido o nomignolo volgare, usato per fini di vendita.
Per molti siti vivaistici, Mosquitaway indica l’incrocio del geranio e quindi riportano nella carta di identità della pianta un laconico Pelargonium Mosquitaway. Per altri l’ibrido vero e proprio si chiama Angel Pelargonium: Mosquitaway fa semplicemente riferimento alla sua funzione repellente contro le zanzare.
In Italia è una pianta non molto conosciuta, nonostante la caratteristica anti-zanzara sia ampiamente attribuita alla maggior parte dei Pelargonium. All’estero invece questo piccolo geranio vanta migliaia di estimatori e i vivai fanno a gara per proporre varietà sempre più profumate e colorate.
In particolare, di notevole pregio estetico sono le varietà “Lizzy” (dai fiori bianco-rosa) ed “Eva” (con colori più pronunciati). I costi sono variabili, ovviamente in funzione della grandezza del geranio prescelto, dalla presenza di un vaso, etc..

Personalmente, sono più propensa all’acquisto brevi manu delle piante che si trovano in casa mia. L’esperienza del vivaio o della grande distribuzione è impagabile. Posso intanto scegliere l’esemplare che più mi piace, valutando dimensioni, portamento, colori, etc.. ma soprattutto posso rendermi conto se la pianta presenta qualche grave problema che mi faccia diffidare dall’acquisto.
Se dei vivai non posso che parlare bene, diverso è il discorso sulla grande distribuzione, rea di stockare le piante in furgoni refrigerati, collocandole poi davanti ai banchi-frigo o sotto ai bocchettoni dell’aria condizionata. Basta una rapida occhiata alle parti verdi e alle condizioni del terriccio per diagnosticare la presenza di esemplari malati, cotti dal freddo o morenti. In quel caso evito di acquistare.

Ma torniamo al mio geranio…

Geranio Mosquitaway: cura, esposizione, annaffiatura

Il geranio anti-zanzare, come tutti i gerani, predilige l’areale mediterraneo caratterizzato da un clima mite, ma è in grado di ambientarsi gradualmente anche a zone continentali o montane purché la pianta sia già acclimatata, ben robusta e la temperatura non scenda mai sotto ai 4-6° C.
Piante più piccole o climi più rigidi dovranno obbligare a una gestione “domestica” del geranio: questo dovrà essere rientrato in casa nei periodi più freddi, posto lontano da correnti d’aria e fonti di calore e lasciato in una posizione luminosa.

Geranio Mosquitaway Eva

Questa varietà è stata selezionata artificialmente dall’uomo e presenta una buona resistenza a condizioni diverse da quelle ottimali. Tuttavia, è sempre bene ricordarsi che i Pelargonium sono piante originarie dell’Africa che solo in un secondo tempo si sono diffuse in tutto il Mediterraneo. Il geranio ama dunque il caldo secco e le temperature miti.
Le specie più rustiche possono essere disposte in pieno sole, mentre per quelle più delicate -come il Mosquitaway- è consigliata un’esposizione in mezzombra. Probabilmente il geranio avrà uno sviluppo leggermente più ritardato rispetto ai confratelli e fiorirà in un secondo tempo, ma le piccole e delicate infiorescenze saranno protette dalle ustioni dei raggi solari.

Allo stesso modo, mantenendo il geranio al riparo delle temperature più torride, le innaffiature possono essere diradate in base alle condizioni del terriccio. Il geranio teme i ristagni idrici ed è in grado di immagazzinare buone quantità d’acqua lungo gli steli, rigidi e dal portamento eretto. Il Mosquitaway può dunque sopravvivere a piccoli periodi di siccità senza risentire di danni permanenti. L’ideale sarebbe quello di porlo in un vaso forato inserendo sul fondo del contenitore un paio di cm di argilla espansa, corteccia o torba per favorire il drenaggio dell’acqua in eccesso. Aggiungere quindi del buon terriccio misto per gerani e collocare la piantina, bagnandola due o tre volte a settimana (in base alla grandezza del geranio e alle sue esigenze!) durante il periodo estivo della fioritura. Qualora si formasse acqua di ristagno nel sottovaso è sufficiente aspettare una mezz’oretta, tornare dalla pianta e scolare l’eccesso.
Nei periodi di non-fioritura della pianta le annaffiature possono essere ulteriormente diradate e ridotte a 1-2 la settimana, sempre considerando la temperatura esterna e le condizioni del terreno.

Il geranio Mosquitaway ha una fioritura prettamente tardo primaverile-estiva. Se si vuole ottenere un maggior numero di infiorescenze, è bene procedere a una leggera concimazione della pianta alla fine dell’inverno, scegliendo un concime organico specifico per gerani o un granulare a rilascio lento.
Strano a dirsi, la funzione anti-zanzara di questo geranio non risiede nei fiori, che non sono particolarmente profumati. Nel Mosquitaway, sono le parti verdi e percorse da linfa ad emanare un delizioso odore di citronella e the al limone. Il profumo può sembrare blando, ma stropicciando una foglia o i sepali delle infiorescenze sfiorite è possibile coglierne tutta la fragranza.

L’eventuale trapianto del Pelargonium si fa tassativamente in due periodi dell’anno: si può optare per agire a fioritura avvenuta (per non stressare inutilmente la pianta), oppure si può scegliere di rinvasare il geranio alla fine dell’inverno, in modo da offrire nuove risorse in vista della formazione delle infiorescenze. La creazione di talee, invece, si fa preferibilmente durante i primi giorni caldi della primavera, così da permettere alle nuove piantine di godere di tutta la bella stagione per irrobustirsi e prepararsi ai rigori dell’inverno.

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